Laurent Breguet – Soccorritore per la salute salute mentale
Etienne Bernard
Segretario centrale
Le statistiche relative alla salute mentale sono preoccupanti: una persona su due soffrirà di disturbi psichici almeno una volta nella vita. Nove persone su dieci conoscono qualcuno affetto da disturbi psichici e vorrebbero aiutarlo. Ma come? Laurent Breguet, collaboratore del gruppo Difesa, ha dato il via all’introduzione di soccorritori per la salute mentale nelle forze aeree. L’ho intervistato sul suo progetto.
Etienne Bernard: Laurent, perché ti interessi alla salute mentale?
Laurent Breguet: A seguito di una depressione nel 2021 che ha portato a gesti quasi tragici, mi è sembrata evidente una mancanza di sensibilizzazione, di formazione e una scarsa conoscenza della tematica psicologica in ambito professionale. I fattori psichici sono sottovalutati e poco conosciuti. Spesso, dopo un evento traumatico, è necessario avere un progetto, impegnarsi. Uno scopo nella vita che permetta una ricostruzione positiva. Ho sentito il bisogno di trasmettere e condividere la mia esperienza per sensibilizzare il mondo professionale, affinché ciò non accada a qualcun altro e per dare un senso a ciò che ho vissuto.
Qual è stato il tuo percorso? Cosa hai intrapreso?
Dopo un’assenza totale di 6 mesi dal lavoro e un rientro graduale, anch’esso distribuito su 6 mesi, ho sentito il bisogno di capire cosa mi fosse successo. Mi sono formato in vari modi e su diversi aspetti della psicologia: stress, traumi, strumenti terapeutici, psicologia d’urgenza, accompagnamento. Poi ho condiviso la mia esperienza in conferenze e iniziative di sensibilizzazione. Da lì è nato il mio progetto.
Raccontaci del tuo progetto, qual è il suo obiettivo?
Si articola in due aspetti. Una parte è anonima, in quanto prevede un primo contatto, il «Peer-Groupe, Gruppo di contatto» disponibile sull’intranet del DDPS. Consente di incontrare una persona che ha vissuto anch’essa un evento psicologico traumatico, per parlarne e discutere delle possibili risorse. L’altro aspetto è interno: si tratta di soccorritori per la salute mentale (il nome potrebbe ancora evolvere), presenti sul luogo di lavoro, persone formate per un primo contatto, interpellate dal capo, da un collega o dalla persona interessata. Un elenco di persone in loco, provenienti da diverse entità, ad esempio 10 collaboratori a Payerne, di 6 entità diverse, che si possono contattare esclusivamente tramite telefono fisso.
Come è stato accolto?
Il «Peer-Group» è stato messo online dallo Stato Maggiore dell’Esercito, settore gestione della salute, alla fine del 2023, quindi abbastanza rapidamente. La parte relativa al primo soccorso ha richiesto un periodo di tempo in più, ma ho ricevuto un grande sostegno presso la sede di Payerne, da parte della mia unità organizzativa e di quella della Base aerea. Così come dalla motivazione di diversi collaboratori che si sono spontaneamente offerti per seguire questa formazione e diventare soccorritori per la salute mentale. Questo gruppo, noto anche con l’acronimo «ROGER’S» (ogni lettera indica un principio di intervento), esiste ormai da più di un anno e si estenderà a tutte le Forze aeree entro l’inizio del 2027. Colgo l’occasione per ringraziare il comandante delle Forze aeree per il suo sostegno e il suo impegno.
Quali difficoltà hai incontrato?
L’argomento fa paura, rimanda alle nostre stesse paure. È anche, come ogni nuova idea, l’accettazione del fatto che possa apportare qualcosa e che chiunque possa esserne coinvolto. Devo dire che la legittimità dell’esperienza vissuta mi ha aperto delle porte e che ho trovato un forte sostegno; ringrazio tutte le persone che hanno contribuito a rendere questo progetto una realtà. Una delle sfide per i soccorritori per salute mentale era capire a quale ambito collegarli. Una soluzione si è rapidamente imposta: la sicurezza sul lavoro e protezione della salute (SLPS). Si tratta quindi di un aiuto complementare a quello della gerarchia e delle risorse umane, se il collaboratore non vuole rivolgersi a loro.
È in corso un progetto pilota di emergenze psicologiche presso fedpol, l’UDSC, il DFAE, la consulenza sociale del personale federale e il Servizio psico-pedagogico dell’esercito (SPP Es). Quali sono le conseguenze sul tuo progetto?
Tutte queste risorse sono utili senza per questo creare doppioni. Hanno un ambito di intervento diverso e complementare. Il progetto pilota citato per primo riguarda un care team, destinato a situazioni di crisi e di ampia portata. La consulenza sociale è uno strumento efficace per i collaboratori, ma ciò implica che la situazione sia spesso grave o complicata e che possa eventualmente essere oggetto di un case management o di un sostegno importante, altrimenti il collaboratore non sa o non osa mettersi in contatto con loro. L’SPP Es è attualmente incentrato sull’esercito di milizia.
Qual è il campo d’azione di un soccorritore per la salute mentale?
Sono un aiuto sul posto di lavoro. Come i soccorritori per la salute mentale, agiscono a monte dell’intervento di un professionista. Il soccoritore per la salute mentale viene contattato per un colloquio, in cui l’ascolto, la consulenza e l’empatia sono al centro. Non è un professionista, ma conosce i segnali di allarme relativi alla salute mentale. In caso di necessità, indirizzerà il collaboratore verso uno specialista della salute. Chi richiede assistenza viene ricevuto 1 o 2 volte e può tornare in caso di necessità. L’operatore di primo soccorso in salute mentale può anche accompagnare un ritorno al lavoro dopo una lunga assenza.
Quali sono le predisposizioni e la formazione necessarie per diventare soccorritore per la salute mentale?
Le predisposizioni sono quelle di essere un essere umano nel senso nobile del termine: benevolenza, compassione, rispetto, dignità e capacità di ascolto. La riservatezza è fondamentale, salvo richiesta da parte dell’interessato. L’unica formazione garantita per il momento è di due giorni esternamente. Sono fiducioso che presto si troverà una soluzione interna alla Difesa, sono stati presi dei contatti. È importante capire che poter parlare, senza vergogna né stigmatizzazione, è un fattore fondamentale. Liberarsi presto dalle preoccupazioni evita di arrivare allo stadio di problemi più gravi, siano essi di natura privata o professionale, poiché entrambi interagiscono in entrambi gli ambiti. Osare parlarne è sempre giusto!
Hai un messaggio particolare da trasmettere ai nostri lettori?
Il sistema dei soccorritori per la salute mentale può essere messo in atto rapidamente e a costi contenuti; nel 2025 ha aiutato 25 collaboratori a Payerne con soddisfazione di tutti. Grazie a tutti coloro che si impegnano e si impegneranno per gli altri, ai miei superiori e ai servizi che collaborano con me, qualunque essi siano.
Grazie Laurent per il tuo contributo sul tema della salute mentale e in bocca al lupo per lo sviluppo del tuo progetto. ■ (Foto: a disposizione)
