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Mozione Glarner – Adeguare i contributi alla cassa pensioni del personale federale a quelli dell’economia privata

Nuovo attacco alla previdenza professionale

Le condizioni quadro della previdenza professionale del personale federale continuano a essere oggetto di incessanti attacchi da parte del Parlamento.

Etienne Bernard
Segretario centrale swissPersona
Traduzione Carlo Spinelli
L’ultimo in ordine di tempo è la mozione del Consigliere nazionale Andreas Glarner, che intende incaricare il Consiglio federale di modificare, come segue, l’articolo 32g della Legge sul Personale della Confederazione (LPers), i regolamenti di Publica e delle altre istituzioni di previdenza della Confederazione e di tutte le imprese federali:

«Come previsto per l’economia privata dalla LPP, dopo la deduzione dell’importo di coordinamento vengono versati i seguenti contributi di risparmio e di rischio:

25–34 anni: contributo del datore di lavoro e dal salariato, in totale il 7 %;

35–44 anni: contributo del datore di lavoro e dal salariato, in totale il 10 %;

45–54 anni: contributo del datore di lavoro e dal salariato, in totale il 15 %;

dai 55 anni: contributo del datore di lavoro e dal salariato, in totale il 18 %.

I contributi sono versati in misura paritetica, ossia il 50% dal datore di lavoro e il 50% dal salariato.

Non sono previsti contributi di risparmio supplementari né contributi volontari di risparmio. Questi possono essere versati dal salariato nel terzo pilastro.»

Ci sono diversi motivi per cui i contributi del datore di lavoro Confederazione sono più elevati di quelli dei suoi dipendenti. Lo stesso avviene anche in molte aziende del settore privato che vogliono essere attraenti per la loro forza lavoro. Un altro motivo importante risale al trasferimento a Publica della Cassa federale delle pensioni (CFP), allora entità amministrativa del DFF, istituzione di previdenza autonoma di diritto pubblico. Poiché la CFP era fortemente sottocapitalizzata, la Confederazione l’aveva rifinanziata fino al 100% del tasso di copertura, ma senza riserva di fluttuazione. Publica ha quindi dovuto e a tutt’oggi continua ad alimentare questa riserva, che mira idealmente con mezzi propri a un tasso di copertura del 115–117%. Gli importi destinati a questa riserva non contribuiscono quindi all’aumento del capitale di vecchiaia degli assicurati. Si può dire che ciò giustifica i contributi in eccesso del datore di lavoro che compensano l’insufficienza del rifinanziamento di allora.

Per quanto riguarda gli altri istituti di previdenza della Confederazione, come il PF, la FINMA, Swissmedic o METAS, solo per citarne alcuni; l’operazione rischia di essere ardua anche se legati alla Confederazione, sono gestiti da un consiglio con prerogative proprie. È anche il caso della RUAG MRO e del suo consiglio di amministrazione, che assicura il proprio personale presso la fondazione collettiva Livica. Infine, spetta ai consigli di fondazione e ad altri organi paritetici la competenza di modificare il regolamento di previdenza e quindi il piano dei contributi di risparmio.

La proposta di impedire i contributi supplementari volontari è un controsenso. Essa nega il sistema dei tre pilastri che tutti ci invidiano e limita la responsabilità individuale. È orprendente da parte di un parlamentare appartenente a tale orientamento politico. ■ (Consigliere nazionale Andreas Glarner) ( Foto: Servizi parlamentari)